Assemblea Norme Normali
presso la sede di Azione gay e lesbica in Via Pisana 32R, per definire l'organizzazione delle iniziative
NORMALI
in occasione della Conferenza Nazionale sulla Famiglia - Firenze 24-26 maggio 2007.
Nel corso dell'assemblea dovranno essere unificati i percorsi del gruppo che ha lavorato su documento-volantino-
manifesto e quello che ha lavorato all'organizzazione del seminario.
Ricordiamo infatti che le assemblee precedenti hanno stabilito che la mobilitazione si comporrà di un seminario che si terrà venerdì 25 sulle tematiche del concetto di naturale e delle stato sociale (titolo proposto: L'USO DELLA FAMIGLIA "NATURALE" AI TEMPI DEL NEOLIBERISMO) e una mobilitazione di piazza prevista per sabato 26 ore 11.
Considerazioni sulla Conferenza Nazionale della famiglia - di Graziella Bertozzo
Il Ministero della Famiglia organizza la prima Conferenza Nazionale sulla Famiglia a Firenze dal 24 al 26 maggio.
Una analisi dell’impostazione dell’evento permette una serie di riflessioni che pongono in evidenza il progetto politico complessivo che sottende questa Conferenza, e come la valorizzazione (o l’utilizzo…) “delle famiglie semplici, delle famiglie normali” di cui, secondo la Ministra Rosy Bindi, intende occuparsi la Conferenza, rappresenti l’anello di congiunzione fra Stato del Vaticano e politiche neoliberiste.
In questo documento si cercherà di porre l’attenzione su quegli aspetti che rivelano gli obiettivi reali di una iniziativa politica che afferma di voler “indicare gli interventi relativi all’attuazione dei diritti della famiglia e concorrere alla costruzione di un modello di welfare più europeo e più moderno.”
Questa frase, contenuta nella presentazione della Conferenza, già contiene i due elementi principali che l’iniziativa intende congiungere:
1. quando si parla di “diritti della famiglia”, citando l’articolo 29 della Costituzione Italiana, si rappresenta una famiglia titolare di diritti che troppo spesso travalicano i propri confini per sovrapporsi ai diritti individuali, e per divenire non più libera scelta ma modello dominante imposto, sulla cui ortodossia è rivendicato in Italia il controllo da parte della chiesa cattolica.
2. quando si parla di un “modello di welfare più europeo” si intende il progressivo abbattimento dello stato sociale (cioè dello stesso welfare) che dovrebbe essere sostituito dalla famiglia, con le proprie risorse interne (le donne…).